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Unipol per il clima

​​Unipol, forte di un’esperienza di oltre 50 anni di attività, intende mettere a disposizione della Pubblica Amministrazione le proprie conoscenze tecniche per la realizzazione di politiche di prevenzione sul territorio, di aumento della resilienza e soprattutto per promuovere la diffusione di una cultura del rischio che possa ridurre sensibilmente i danni in caso di calamità naturale. L’obiettivo è diffondere strumenti e competenze per la valutazione dei rischi, la definizione di piani di disaster recovery per le aree più a rischio, e la promozione di strumenti finanziari per rendere sostenibile e incentivare la resilienza, non solo nei siti industriali di rilevanza economica ma allargando il raggio d’azione a tutta la struttura produttiva del Paese e ai cittadini. Infatti studi dimostrano che il 90% delle PMI che, in conseguenza di un evento catastrofale, rimangono inattive per una settimana, fallisce entro un anno.

Unipol propone un modello di prevenzione e gestione delle catastrofi naturali basato sulla collaborazione tra pubblico e privato, che adotti i meccanismi mutualistici di natura assicurativa per gestire i crescenti rischi derivanti dal cambiamento del clima e far fronte agli ingenti risarcimenti. Un tale sistema oltre a rendere più sostenibili le spese legate agli eventi catastrofali per le casse dello Stato può favorire dei comportamenti virtuosi di tutela, prevenzione e adattamento da parte dei cittadini e delle imprese.

Questo impegno necessita però di un ruolo pubblico centrale, che crei le condizioni per lo sviluppo di un mercato assicurativo, senza il quale i meccanismi mutualistici non possono funzionare né è possibile garantire una sostenibilità economica per gli attori coinvolti.

Nel position paper si propone un'analisi delle evidenze sul cambiamento del clima e sullo stato del dissesto idrogeologico italiano, che rende ancora più vulnerabile il nostro Paese e la nostra economia, ed una riflessione sui meccanismi di governance ed i modelli di partnership che, prendendo spunto dalle best practice internazionali, possono essere adottati per aumentare la resilienza del Paese. La situazione dell’’Italia non deve essere sottovalutata, essa rappresenta infatti una delle aree più vulnerabili agli impatti attesi dai cambiamenti climatici. Secondo uno studio (Desiato et al, 2014 ISAC-CNR) l’aumento della temperatura media sarà superiore a quello globale ed europeo. In uno scenario di aumento della temperatura entro il 2050 di circa 0,93°, i danni provocati dai cambiamenti climatici potrebbero essere pari al 0,12 – 0,16% del PIL, ammontando a circa 20-30 miliardi di Euro di mancata produzione di beni e servizi con riferimento al PIL del 2009 (Carraro 2008).

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